Mabon, l’equinozio d’autunno è il momento perfetto per dar vita ai tuoi incanti. Ecco quello per vivere al meglio la nuova stagione.
Ci sono momenti dell’anno in cui la natura sembra parlarci più chiaramente. Non perché gli alberi abbiano qualcosa da dirci in parole, naturalmente. Ma perché basta guardarli.
Le giornate si accorciano. L’aria cambia. La luce del pomeriggio diventa più morbida e, poco alla volta, le foglie cominciano a cambiare colore.
Poi arriva il momento in cui alcune cadono. E forse è proprio qui che l’autunno ci offre una delle sue lezioni più profonde. Non tutto ciò che lasciamo andare è una perdita.

L’Equinozio d’Autunno può diventare allora un piccolo momento di pausa, un passaggio per guardarci dentro e chiederci: Che cosa voglio ancora custodire?
E che cosa, invece, posso finalmente lasciare cadere?
Quando sarà l’Equinozio d’Autunno 2026?
Nel 2026 l’Equinozio d’Autunno avverrà mercoledì 23 settembre alle 2:05, ora italiana.
È il momento astronomico in cui il Sole attraversa l’equatore celeste dirigendosi da nord verso sud. Nell’emisfero settentrionale segna l’inizio dell’autunno astronomico.
Il nome equinozio viene dal latino aequinoctium, legato alle parole aequus, “uguale”, e nox, “notte”. Ma c’è una piccola precisazione che vale la pena fare. Non è detto che nel giorno esatto dell’equinozio ci siano ovunque precisamente dodici ore di luce e dodici di buio: il fenomeno è un po’ più complesso, anche per il modo in cui vengono definiti alba e tramonto e per la rifrazione atmosferica.
Eppure l’immagine dell’equilibrio rimane. Da quel momento, nell’emisfero nord, la luce continuerà lentamente a diminuire. E il buio ad aumentare. È una soglia. E in quanto tale puoi viverla nel momento in cui senti che è giusto farlo. In linea generale, infatti, si indica che Mabon o equinozio d’autunno, parta dal 21 del mese di settembre.
L’autunno non ci chiede di trattenere
Viviamo spesso come se lasciare andare fosse qualcosa da evitare.
Conserviamo oggetti che non usiamo più.
Teniamo per noi parole che avremmo voluto dire.
Manteniamo vecchie abitudini anche se non ci appartengono come un tempo.
Portiamo avanti relazioni che nel tempo hanno cambiato forma
Custodiamo idee su chi dovremmo essere e a volte persono versioni di noi che non sentiamo più.
Eppure la natura non sembra avere questo problema. Un albero non cerca di convincere una foglia a rimanere attaccata per sempre. Quando arriva il momento, la lascia andare. Non perché quella foglia non sia stata importante. Ma perché la sua stagione è terminata. Questo è forse uno dei gesti più misteriosi della natura. Lasciare andare senza considerarlo un fallimento.
Ma non significa buttare via tutto…
Questa è la parte che mi piace di più. Abbiamo visto come autunno significhi lasciar andare senza remore. E negli ultimi tempi, questo termine “lasciar andare” ci viene suggerito da guru, autori, motivatori, libri e film. Un po’ come se la crescita consistesse nel liberarci continuamente di qualcosa.
Ma non è così. La natura non fa pulizia indiscriminatamente. La natura sceglie.
Una parte cade. Un’altra rimane. Una parte entra nel terreno. Un’altra viene conservata.
I semi restano. Le radici restano.
La vita continua anche quando, da fuori, sembra che tutto stia scomparendo. E allora forse la domanda dell’autunno non è semplicemente:
Che cosa devo lasciare andare?
Ma anche:
Che cosa merita di essere custodito?
Una scoperta. Una relazione. Un sogno. Una parte di te che hai finalmente imparato ad ascoltare.
Una parola che ti ha fatto bene. Un desiderio che non vuoi più mettere da parte. Un modo diverso di guardare la tua vita.
Non tutto deve cadere. E imparare a distinguere ciò che è pronto a finire da ciò che invece ha ancora bisogno di cura è già una forma di saggezza. Quella che può cambiare in meglio la tua vita.
E per riuscirci al meglio, se ti va, oggi ti propongo un piccolo incantesimo.

L’incantesimo dell’Equinozio: ciò che lascio, ciò che custodisco
Questo è un piccolo incantesimo di passaggio.
Se mi conosci almeno un po’, sai già che amo le cose semplici e inuitive.
Per cui premetto subito che non serve conoscere formule complicate. E neppure tirar fuori strumenti particolari. Soprattutto, non serve fare qualcosa di spettacolare.
Puoi eseguire l’incanto la sera dell’Equinozio oppure nei giorni immediatamente precedenti o successivi. Scegli un momento in cui non dovrai avere fretta.
Se puoi, fallo vicino a una finestra, in giardino, sul balcone oppure in un luogo dove tu possa percepire almeno un po’ della stagione che cambia.
Se non hai modo, raccogli qualche foglia secca già caduta, dei rametti o delle pigne e crea un piccolo angolo che ti faccia sentire la natura in camera tua.
Ti serviranno:
- due foglie già cadute oppure due piccoli elementi naturali trovati a terra;
- un foglio di carta;
- una penna;
- una candela;
- una ciotolina o un piccolo contenitore.
Non è necessario raccogliere qualcosa di vivo.Anzi, trovo che sia ancora più bello lasciare che siano le cose già cadute a partecipare a questo gesto.
Prima foglia: ciò che lascio andare
Accendi la candela e prendi la prima foglia tra le mani.
Non avere fretta di scrivere.
Respira e chiediti:
Che cosa non voglio più portare con me nella stagione che sta arrivando?
Potrebbe essere una paura. Un’abitudine. Una pretesa. Il bisogno di dimostrare qualcosa. Un senso di colpa. Una situazione che non puoi più cambiare.
Oppure potrebbe essere qualcosa di molto più piccolo.
Non devi trovare necessariamente “la cosa più importante della tua vita”. A volte è sufficiente riconoscere una piccola zavorra quotidiana.
Scrivila sul foglio. Poi guarda la foglia. E immagina che quel gesto rappresenti una scelta. Non devi distruggere ciò che lasci andare. Non devi odiarlo. Non devi nemmeno fingere che non sia mai esistito.
Puoi semplicemente dire:
“Ti riconosco.
Ti ringrazio per ciò che mi hai insegnato.
Ora posso lasciarti andare.”
Appoggia la foglia nella ciotola.
E lascia che rimanga lì.
Seconda foglia: ciò che scelgo di custodire
Ora prendi la seconda foglia. Questa volta la domanda cambia.
Non: Che cosa devo eliminare?
Ma: Che cosa voglio proteggere?
Che cosa nella tua vita merita più attenzione? Che cosa vuoi continuare a nutrire?
Forse è un progetto ancora piccolo. Forse è il tempo che finalmente hai iniziato a dedicare a te stessa. Forse è una persona. Forse è la tua creatività. Forse è il bisogno di riposare. Forse è una parte di te che per troppo tempo hai lasciato in disparte.
Scrivila e cerca di fare in modo che sia una e una soltanto.Perché custodire significa anche scegliere dove mettere le proprie energie.
Tieni la seconda foglia tra le mani e pronuncia, lentamente:
“Questo scelgo di custodire.
Questo scelgo di nutrire.
Questo porto con me.”
Poi appoggiala accanto alla prima.
Non separarle. Lascia che rimangano insieme. Perché lasciare andare e custodire non sono due gesti opposti. Sono due movimenti dello stesso cammino.
Ora fai una cosa molto semplice:
Guarda la candela. Non devi chiedere nulla. Non devi manifestare. Non devi ottenere un segno.
Rimani semplicemente qualche minuto in silenzio.
Puoi osservare la fiamma. Ascoltare i rumori intorno a te. Sentire il respiro. Lasciare che il corpo riconosca il momento. E quando senti che è arrivato il momento di concludere, spegni la candela.
Il piccolo incantesimo è terminato. Ma il lavoro può continuare.
Che cosa fare delle due foglie?
Puoi lasciarle nella ciotola per qualche giorno. Quella che rappresenta ciò che vuoi custodire può accompagnarti ancora per un po’. Puoi tenerla sul comodino, sulla scrivania o in un piccolo spazio dedicato alle cose che per te hanno significato.
L’altra, invece, può essere restituita alla terra. Puoi lasciarla in un luogo naturale dove sia possibile farlo senza danneggiare l’ambiente. Non serve bruciarla. Non serve fare qualcosa di irreversibile. Lasciare andare può essere anche un gesto quieto.

L’equilibrio dell’Equinozio
Forse l’Equinozio d’Autunno non ci insegna davvero a trovare un equilibrio perfetto.
La natura non è mai perfettamente ferma. Tutto cambia continuamente.
La luce cambia. Le temperature cambiano. Le piante cambiano. Noi cambiamo. L’equilibrio potrebbe allora essere qualcosa di diverso.
Non stare immobili al centro. Ma imparare a muoversi insieme a ciò che cambia. Sapere quando insistere. E quando fermarsi. Quando proteggere. E quando aprire la mano. Quando seminare. E quando raccogliere. Quando custodire. E quando lasciare andare. Forse è proprio questa la magia dell’autunno.
Il passo di oggi 🍂
Prendi un foglio e traccia una linea al centro.
Da una parte scrivi: LASCIO ANDARE
Dall’altra: CUSTODISCO
Non cercare risposte perfette. Lascia che arrivino quelle vere. Poi osserva ciò che hai scritto.
C’è qualcosa che ti sorprende? Qualcosa che pensavi di voler lasciare andare e che invece desideri ancora custodire? Oppure qualcosa che continui a trattenere soltanto per paura?
Non devi risolvere tutto oggi. Per oggi ti basta riconoscerlo.
